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Attività, Esperienze, Laboratori, Storie, Feste, Giochi

dei Bambini della Scuola dell'Infanzia

giovedì 4 gennaio 2018

Il nostro amico Calendario

 Al rientro dalle vacanze
comincia un nuovo anno
e dobbiamo cambiare il calendario...
Con i bambini possiamo
riflettere sulla sua utilità. 




martedì 28 novembre 2017

Natale nel bosco: storie di amicizia.

1 dicembre 2010...
Troviamo un sorpresa...
Il Topolino Federico è qui!!! 
C'è anche una scatola ricoperta
di carta luccicante con un grande fiocco dorato.
Cosa ci sarà?





Le sorprese non finiscono qui!!!
Il topolino Federico ci fa trovare
altre storie da ascoltare...
L'albero di neve
Piccolo Orso si svegliò e si accorse che il bosco era
tutto bianco. "Ma dove sono tutti i colori?" esclamò.
Non aveva mai visto il bosco così bianco e così freddo.
Piccolo Orso si sentiva un po' triste...
Allora i suoi amici pensarono di rallegrarlo con una
sorpresa. La lince portò un ramo di foglie color arancione,
lo scoiattolo un ramo coperto di bacche rosse, 
la ghiandaia alcune piume azzurre, il procione 
piccoli germogli verdi, la renna alcune pietre viola,
la volpe luminosi ghiaccioli. Per ultimo arrivò l'alce
portando una luminosa stella d'oro, 
per far risplendere pace e amicizia. 
Insieme decorarono l'albero vicino alla tana di Piccolo Orso.
I colori erano tornati!
(Dalla rivista Scuola dell'Infanzia)


Il regalo di Natale di Attilio
E' l'ultimo giorno di scuola prima delle vacanze e 
il topolino Attilio sta tornando a casa saltellando dalla gioia.
Nello zaino ha un bel regalo per i suoi genitori:
una scatoletta con sei biscotti ancora caldi.
Attilio li ha preparati a scuola e non vede l'ora
di farli assaggiare a mamma e papà.
Lungo la strada incontra Salticchio che rosicchia
la corteccia di un albero. "Salve!", lo saluta Attilio.
"Ciao, Attilio!", risponde il leprotto, "che profumino...".
"Sono i biscotti alle noci che ho fatto per Natale" dice
Attilio, mostrandogli la scatola colorata.
"Ho una fame... Potrei averne uno?", chiede Salticchio.
"Ma certo!". "Hmmm, delizioso! Grazie e Buon Natale!".
"Buon Natale anche a te!". E Attilio continua per la sua strada.
Poco lontano l'uccellino Cip sta beccando il terreno 
ghiacciato, alla ricerca di qualche bacca.
"Ciao Attilio!". "Ha l'aria affamata", pensa Attilio,
e aggiunge: "Ti andrebbe di assaggiare uno
dei miei biscotti?". "Sììììì! Volentieri!", risponde Cip.
"Che bontà! Grazie tante, caro Attilio, e Buon Natale!"
"Buon Natale anche a te Cip". Ora lo zaino sembra 
più leggero. "Avevo sei biscotti e ne ho regalati due",
riflette Attilio, "Ne restano ancora quattro".
Sta calando la sera. Attilio è quasi arrivato a casa,
quando incontra la scoiattolina Rossina che fruga 
nella neve e si lamenta: "Oh povera me, non so più dove
 ho nascosto le mie ghiande". "Oh, mi dispiace, ecco 
un biscottino per te". "Grazie, Attilio, sei un tesoro! 
Buon Natale". "Buon Natale anche a te", risponde Attilio.
Finalmente arriva a casa e trova papà e mamma
che lo aspettano. Attilio racconta tutto quello
che gli è successo e i suoi genitori lo abbracciano forte
e gli dicono: "Sei stato molto generoso. Siamo fieri di te!".
La mamma aggiunge: "Abbiamo raccolto tante noci
lo scorso autunno. Se avessimo la ricetta potremmo fare ancora
dei biscotti". "La ricetta ce l'ho nello zaino!" dice Attilio,
e corre a prendere il quaderno. Tutti insieme preparano
tantissimi biscotti alle noci e invitano Salticchio, Cip, Rossina
e tutti gli amici del bosco per festeggiare insieme il Natale.
(Libero adattamento da una storia trovata
nella rivista Scuola dell'Infanzia)


Neve nel bosco
Quell'anno, nel bosco, era scesa molta neve che aveva coperto
con il suo bianco mantello alberi, cespugli e sentieri.
Mancavano ormai pochi giorni a Natale e gli animaletti,
ben protetti al calduccio delle loro tane, si stavano organizzando
per far festa insieme agli amici. Volpe aveva addobbato
con bacche colorate un grande abete vicino alla sua casa
e poi aveva invitato gli amici Passerotto, Pecora e Coniglio.
Ognuno di loro aveva preparato un regalo: Passerotto
aveva confezionato un cestino pieno di bacche profumate,
Pecora un bel sacco di morbida paglia, Coniglio dolci carote
caramellate. Finalmente arrivò il giorno di Natale.
Volpe, alla finestra, aspettava, aspettava...
Le ore passavano e nessuno si faceva vedere. All'improvviso
si accorse che il sentiero era completamente sparito
sotto la neve. "Come faranno i miei amici a trovare la strada?".
Senza pensarci un attimo uscì a cercarli. Guarda di qua,
guarda di là... degli amici neanche l'ombra.
Allora cominciò a chiamare a gran voce:" Pecoraaaaa!
Passerottoooo! Coniglioooo!!!", ma nessuno rispondeva.
Finalmente riuscì a scorgere tanti segni che si incrociavano.
Guardando meglio vide che alcuni assomigliavano alle zampette
di un uccellino, altri sembravano le tracce di uno zoccolo,
altri ancora avevano una forma lunga e stretta.
Che fossero le orme lasciate dai suoi amici? Cominciò
a correre seguendo le tracce, salì sul monte, scese dal monte,
girò intorno alla quercia, entrò nella grotta, uscì nella radura,
corse di qua, corse di là... e finalmente li vide tutti tremanti
e stretti stretti uno all'altro. "Ci siamo persi" dissero, "non
trovavamo più la strada". "Meno male che sono uscita
a cercarvi" esclamò Volpe. "Adesso attaccatevi alla mia coda
che vi porto al sicuro". Per non perdersi nella neve, Volpe
seguì le sue tracce che erano ben diverse da quelle degli amici,
e in breve tempo ritrovò la strada di casa.
Tutti e quattro fecero una grande festa, si scambiarono i doni
e quello fu veramente un felice e bianco Natale.
(Tratta dalla rivista Scuola dell'Infanzia)

Regalo di Babbo Natale
Prima di Natale, nel bosco era caduta molta neve.
Piccola Volpe e scoiattolo Codalunga non riuscivano
a dormire per il freddo. Mamma Cerbiatta
e i suoi piccoli tremavano, tutti gelati,
al riparo di un grande pino.
La notte di Natale Orso Bianco uscì a fare
una passeggiata. Lui non sentiva freddo
perchè la sua pelliccia lo riscaldava.
Camminando vide i cerbiatti infreddoliti
e li invitò nella sua tana. Piccola Volpe 
e lo scoiattolo Codalunga, sentendo dei rumori,
misero il musetto fuori dalle loro casette
e, vedendo Orsobianco e la famigliola
dei Cerbiatti, chiesero: "Dove andate?".
"Nella mia tana al caldo, volete venire anche voi?".
"Sììììììììì!" risposero i due animaletti.
Mentre dormivano stretti stretti l'uno
vicino all'altro, riscaldati dalla morbida
pelliccia di Orso Bianco, arrivò Babbo Natale
con i suoi folletti. Lasciò in dono per tutti
tante bellissime sciarpe di lana colorata.
(Maestra Caterina)






martedì 14 novembre 2017

Storie di animali che vanno in letargo


Ciccio, il riccio
In un bosco, insieme a tanti altri animali,
 viveva Ciccio, il riccio.
Per tutta l'estate aveva giocato, 
mangiato tanto ed era diventato
grasso grasso e i suoi amici,
 gli scoiattoli e le marmotte
gli avevano dato quel nome: Ciccio.
Una mattina il riccio si sveglia, 
una foglia che è caduta dall'albero
dove c'è la sua tana gli ha fatto
 il solletico al naso.
Ciccio sbadiglia, si stiracchia,
 guarda in su e vede che l'albero
ha tante foglie gialle. Che succede?
Le foglie si staccano dall'albero,
 danzano un po' nell'aria e poi
cadono sull'erba. 
Ce ne sono già tante in terra,
 sembra un tappeto!
Ma che sonno! Ciccio ha capito,
 è il momento di addormentarsi.
E' arrivato l'autunno, è l'ora di dormire. 
Riposerà per tutto l'inverno
e si sveglierà a primavera.
 Ciccio non ha bisogno di svegliarsi e
mangiare come Pic, lo scoiattolo 
perchè tutto quel grasso che ha
addosso gli basterà.
Pic, lo scoiattolo, ha riempito la sua tana
 di noci, ghiande e tante altre cose buone. 
Ogni tanto si sveglierà, mangerà un po'
e si addormenterà di nuovo. 
Gli occhi di Ciccio vogliono chiudersi,
 ma prima di addormentarsi
 deve salutare i suoi amici, il suo albero.
"Ciao a tutti, ci rivedremo a Primavera!"
Il quel momento passa una rondine...
"Ciao Ciccio, parto per un lungo viaggio,
 vado a trovare il sole caldo,
ci rivedremo quando il tuo albero
 avrà rimesso nuove foglie verdi".
"Ciao rondinella, buon viaggio e sii prudente".
Ciccio chiude gli occhi e si addormenta felice.


GLI ANIMALI SI SALUTANO
Un giorno, in un bosco lontano lontano.
lo scoiattolo Croc e l'orso Dudù, se ne andavano,
con cesti e gerle, alla ricerca di provviste
per il lungo inverno.
Già le foglie si staccavano dai rami, il vento soffiava,
cadeva qualche goccia di pioggia: era proprio l'Autunno.
Croc e Dudù si affrettavano a raccogliere noci, nocciole,
ghiande, e tutte le cose buone che trovavano.
Ad un tratto incontrarono la marmotta Amelia e il riccio Pungione,
adagiati beatamente su un mucchio di foglie secche.
Croc e Dudù salutarono i loro amici dicendo: "Salve!
Perchè state lì a poltrire invece di riempire le dispense
per l'inverno?". Marmotta Amelia e riccio Pungione 
sbadigliarono dicendo: "Che sonno... noi siamo già pronti 
per iniziare il lungo riposo invernale. Non abbiamo bisogno
di provviste, perchè non ci svegliamo a mangiare come voi!
Il cibo che abbiamo mangiato ci basterà fino a Primavera.
Vedete come siamo ingrassati!".
Croc e Dudù allora risposero: "Noi invece dobbiamo affrettarci
a raccogliere qualcosa da mangiare, perchè durante l'inverno
ci sveglieremo di tanto in tanto, a fare un pranzetto".
A quel punto sfrecciò nel cielo la rondine Cesira:
era venuta a salutare i suoi amici, prima di partire
per i paesi caldi. "Ciao amici, - disse - ormai gli insetti
cominciano a scarseggiare ed io non posso più rimanere.
Mi attende un lungo viaggio... ci rivedremo la prossima Primavera!".
I nostri amici, a quel punto, si salutarono augurandosi 
buon letargo e buon viaggio.


LUNGACODA, SCOIATTOLINO DISTRATTO
Lungacoda era uno scoiattolino tanto simpatico quanto distratto.
Una mattina, mentre giocava a nascondino con i suoi amici,
una vecchia cornacchia gli disse: "Ehi, Lungacoda, ti sei accorto
che è arrivato l'autunno? Quando ti decidi a rifugiarti nel tuo nido?
A proposito, ti sei ricordato di preparare le provviste per l'inverno?
Senti come fa freddo!". Lungacoda smise di giocare, alzò il musetto
e fiutò l'aria: "E' proprio vero che fa piuttosto fresco, hai ragione,
l'inverno è vicino!". Incominciò immediatamente a preparare
le provviste, ma, disordinato com'era, ammucchiò noci, nocciole,
pigne e castagne, un po' qui un po' là, senza prestare molta
attenzione al luogo in cui le riponeva. Quando gli parve di avere
provviste a sufficienza per il lungo inverno, disse: "Ecco, ho preparato
tutto. Ora andrò nella mia tana e dormirò. Così, quando mi sveglierò
e avrò fame, mangerò prima le noci, poi le castagne, poi le nocciole...
Non avrò alcuna preoccupazione: sono davvero bravo!".
Con due saltelli e una corsetta raggiunse la sua tana, che si trovava
nel tronco di un grande abete, e si mise a dormire.
Purtroppo, quando si svegliò, la neve copriva tutto il bosco
e Lungacoda , distratto com'era, non si ricordava più dove aveva messo
le provviste. Allora si rimise a dormire sognando noci, nocciole,
castagne e ghiande in quantità. Ma... il suo amico più caro...........
(I bambini inventano il finale della storia)


I RANOCCHI CAPRICCIOSI
Il sole di novembre era così caldo che sei giovani ranocchi
saltarono fuori dall'acqua e si sdraiarono sopra un tronco. 
"Groà, groà!" gracidarono felici.
"E' tempo di dormire - disse mamma ranocchia - venite presto...
Faremo un lungo sonno fino a primavera, sotto il fango tiepido 
e profondo". "No - dissero - il tempo è bello e fa caldo: è presto 
per dormire. Vogliamo stare qui al sole. C'è ancora tempo 
e noi restiamo". "Assolutamente no!" gridò la mamma.
"Groà, groà..." risposero i ranocchi capricciosi e ostinati.
A questo punto una nuvola nascose il sole: il tronco su cui 
erano posati i sei ranocchi divenne gelido e tutto il mondo 
intorno sembrò grigio e freddo. I sei ranocchi rabbrividirono, 
un brivido per ciascuno, e si tuffarono nell'acqua. 
Seguendo mamma ranocchia, nuotarono nell'acqua fredda 
e si immersero giù giù nel fango tiepido.
Zitti e ubbidienti si misero subito a dormire.



PICCOLO RICCIO E SCOIATTOLINO
(Storia inventata dai bambini)
Piccolo Riccio e Scoiattolino erano molto amici.
Giocavano sempre insieme.
Quando è arrivato l'autunno, hanno raccolto:
noci, castagne e nocciole.
Poi ha cominciato a fare freddo e Scoiattolino
ha detto: "Dobbiamo andare nella nostra tana e dormire".
Piccolo Riccio si è messo a piangere perchè non voleva
lasciare il suo amico. Scoiattolino gli ha detto:
"Vieni a dormire vicino al mio albero."
Così Piccolo Riccio si è messo a dormire sotto
un mucchio di foglie, vicino all'albero di Scoiattolino.



CHIOCCIOLINA COSA FAI?

Abbiamo ascoltato tante piccole storie di animali
che vanno in letargo, trovate su guide didattiche
e riviste...
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